La spermidina è stata pubblicizzata come integratore protettivo per il cervello, basandosi su ricerche sull’autofagia e su studi su animali. Lo studio SmartAge l’ha messa alla prova in 100 adulti anziani con declino cognitivo soggettivo, somministrando circa 0,9 mg al giorno per 12 mesi. L’esito primario di memoria non ha superato il placebo (differenza –0,03; p = 0,47) e anche gli esiti secondari sono risultati nulli. Alcuni segnali esplorativi su infiammazione e memoria verbale restano non confermati. Ecco cosa significa il risultato per chi pensa di assumere spermidina e quali sono i limiti della ricerca.
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